Dopo le vacanze con le rispettive fidanzate, una pausa “detox” ci vuole. Alzi la mano chi non lo pensa. Appena tornati dalla “stretta convivenza” abbiamo chiesto a Triumph di poter testare la loro versione più fuoristradistica della Tiger 800, la XCx. Si, quella bella con la ruota anteriore a raggi da 21. Sicuramente la versione più azzeccata per andare a perdersi tra i boschi. Fondamentalmente siamo partiti il più in fretta possibile, ovviamente senza una meta precisa. Il risultato è che dopo qualche centinaio di chilometri da Milano in direzione Via del Sale, abbiamo optato (ci siamo persi, scelta obbligata) per accamparci nel primo prato non-in-pendenza disponibile.

Inutile dire che l’abbondanza di elettronica sulla moto le permette di gestire al meglio qualsiasi tipo di terreno sul quale si trovi. Mappa stradale e cruise control, ci hanno reso la parte su asfalto eccezionalmente confortevole mentre la mappatura da fuori strada, ci ha permesso di raggiungere posti incredibili risalendo mulattiere con un’agilità inaspettata.L’unica pecca è l’erogazione. Dà il meglio di sé soprattutto in alto. A bassi regimi non ha la spinta che ci si immagina. Ma…ha senso. Dato che l’uso principale di questa moto è sull’asfalto, e non nei boschi per scappare dalle fidanzate, un’erogazione fluida e un bell’allungo la rendono veramente piacevole su strada.

Triumph Tiger XCX-25

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