Ho sempre amato le auto e ho la fortuna di lavorarci molto spesso nel modo più divertente; ma di recente ho capito una cosa: per quanto puoi avere a disposizione mezzi entusiasmanti, potenti e brillanti, quando cresci ed entri nella fase di vita adulta anche la tua passione si evolve prendendo due strade parallele. Da una parte restano le sensazioni dirompenti e adolescenziali di quando con un M6 sotto al culo divori la pista e arrivi in staccata con gli occhi a fessura. Dall’altra parte si fa strada anche un altro modo di vivere le proprie passioni, un modo fatto di dedizione, calma, impegno e pazienza.

Ora, tutti noi abbiamo chat con gli amici la cui cronologia conversazioni farebbe impallidire il peggior Bukowsky e dal gruppo “Cani sciolti impuniti” fino a “ Crocerossine del Sacro Ordine di Malta”, nessuno si salva dal flagello quotidiano di foto e meme altrettanto improponibili.

Tempo fa però ho ricevuto una cosa diversa, era la foto di una Mercedes fine ’70 su cui campeggiava la scritta: “anyone can buy a new car, a real men keeps old ones running”.

Un grande sorriso compiaciuto mi si è stampato in volto e ho sentito l’orgoglio che mi riempiva il petto: è da un anno che litigo con la mia Mercedes dell’ 86 e conosco bene ciò di cui la foto stava parlando. Lì ho capito che la mia passione era diventata una passione adulta.

Chiunque ci abbia provato sa bene che rimettere a nuovo un’auto non è cosa semplice e trovo che sia appunto la perfetta metafora della vita di un uomo adulto.

Sei obbligato a pianificare le cose che affronti, devi conoscere ciò che stai facendo, devi trovare gli spazi per farlo, devi mettere da parte l’orgoglio e relazionarti con umiltà a chi ne sa più di te, devi informarti su ogni cosa e devi stabilire le priorità per non sprecare le tue risorse.

Se poi come nel mio caso scegli un’auto tedesca di quasi sei metri, di fascia alta e tecnologia d’avanguardia vintage; tutto questo si eleva all’ennesima potenza. Sono stato indeciso fino ad un  minuto prima di prendere quest’auto; ero molto spaventato dalle sue condizioni e dai suoi pezzi di ricambio ma per me, bambino degli anni ’80, è stato come comprare la madeleine di Proust.

Per di più una madeleine V8 da 300 cavalli e senza controllo di trazione.

Non nascondo che quando la guardo appoggiata sui ceppi con le ruote sollevate da terra e penso a tutto il lavoro ancora da fare, la tentazione di lanciarla nel lago di notte per porre fine a tutti gli sbattimenti, ogni tanto mi viene.

Poi però inizio a immaginare il momento in cui la maledetta andrà finalmente in moto, penso a quando uscirà riverniciata dal forno e potrò rimettere ogni pezzo restaurato al suo posto, il momento in cui diventerà la mia Mercedes 560.

In quel momento tutti i problemi, gli sbattimenti e il tempo speso, iniziano ad avere senso e capisco che non potevo fare scelta peggiore, ma che ne sono felicissimo.

 

Testo e foto Leo Iannelli