NGA per il 75esimo di Jeep

75 anni fa nasceva il primo Willys. Quello dell’esercito americano con la griglia a 9 feritoie. Era il 5 Giugno 1941. Nel ‘45 è uscita la versione civile. Le feritoie son diventate 7 e il nome diventa Jeep (da GP – General Purpose). Da allora è stata leggenda.

 

NGA Club è stato invitato da Jeep all’evento celebrativo di questa leggenda: il Camp Jeep 2016 a Bassella in Catalogna. Eravamo un inglese, uno spagnolo e… due clubbers. Non è una barzelletta. Avevamo a disposizione due Renegade 1.6, un Wrangler 3.6 V6 e un Grand Cheerokee 6.4 V8 HEMI SRT Night. Cattivissimo. Ci hanno chiesto di far girare le auto tra di noi e goderci il viaggio. Lo abbiamo fatto a nostro gusto.

Partiamo con il Renegade da Barcellona verso il Montserrat. Tradotto in italiano Monte-Tagliato per via dei solchi in cresta. Apprezziamo l’entry level Jeep per la sua natura civile: comodo in città e in autostrada, compatto e maneggevole. E’ la più europea rispetto alle sorelle maggiori. Si attraversa la campagna della Catalogna e cambiamo Jeep.

Lo stile del Wrangler scappottato è intramontabile. È la più vicina incarnazione del Willys. Guidarlo su strade bianche tra vecchie trincee forti abbandonati ci fa sentire come protagonisti di un film di guerra. All’interno è pratico e spartano. Crudo. Gli interruttori dei finestrini sono nella consolle centrale. Perchè? Perchè le portiere possono essere smontate!

Il giorno dopo arriviamo al Camp e passiamo dal gioco alla pratica. Basta sgommate e polveroni, si fa fuori strada vero con gli istruttori della Jeep Academy. Adesso si parla di impostare salite e discese, di equilibrio, di trazione, di modulare l’acceleratore. Facciamo del nostro meglio e impariamo le basi. Poi però ci facciamo distrarre dalle attività del campo. Conoscere le hostess, bere birra e studiare le customizzazioni alle Jeep nel parcheggio. La più estrema ha ruote da trattore, reti al posto dei tappetini e una grossa scritta sul parabrezza che ne riassume l’essenza: “It’s a Jeep thing. You wouldn’t understand”.

Per l’ultimo giorno, dulcis in fundo, ci siamo lasciati l’SRT. 468CV di ignoranza americana montati su un Suv da imprenditore imbrutito. Lo spagnolo del gruppo ci suggerisce la strada giusta per il mezzo. Le dighe nella Serra del Montsec. Le curve sono morbide e veloci e si aprono su scorci incredibili. Ricordano l’Arizona. Guidiamo come pazzi alla ricerca di gallerie per fare suonare il V8. Ne troviamo una in una strada secondaria che portava a una vecchia centrale idroelettrica. Apriamo il gas ed è subito musica.

 

Jeep è figa oggi come 75 anni fa. E ne ha per tutti i gusti.

 

Thanks Jeep.

 

Pietro e Luca