Quando ci hanno chiamato per andare a provare la nuova Scarmbler Sixty2 non abbiamo nemmeno finto scetticismo. Non ce ne è stato bisogno. Sappiamo benissimo che se Ducati lancia sul mercato una moto, è sicuramente qualcosa di figo. Anche se il motore è un 400, anche se non nasce per stare tra i cordoli.

Scrambler aprt-1

Mi sono perso, questa è la dura verità. Mi sono perso per Barcellona quasi volontariamente e mi sono divertito un sacco. L’idea era quella di trovare un paio di location per fotografare la nuova Scrambler Sixty2 che fossero all’altezza del suo carattere. Quello che è successo è che la Sixty2 mi ha distratto dal compito e mi ha portato a zonzo per una delle città più belle del mondo. Il motore, nonostante abbia la metà della cilindrata della Scrambler 800, sembra essere perfetto per girare in città. Eroga bene e se ci si vuole divertire basta tenere spalancato e aspettare che la lancetta del contagiri vada su. La ciclistica è Ducati quindi inutile stare a dibatterne.

Lo stile è oggettivamente pazzesco. Stiamo parlando di una moto moderna che si porta dietro un appeal incredibilmente anni sessanta senza sembrare la caricatura di se stessa. Non c’è plastica, o meglio, solo quella che serve a far funzionare la moto. Tutto il resto è ferro, alluminio o altre leghe delle quali ovviamente ignoriamo il nome. Uno si potrebbe aspettare che essendo la sorella minore dell’800 possa essere una versione meno curata. No. Tutt’altro.

 

La Sixty2 è fatta bene e va bene. Fine.

 

 

Testo: Adrea Schiavina

Foto: Milagro / Andrea Schiavina